La menzogna del calcio moderno

Scrivo queste righe prendendo spunto da un articolo di Mario Sconcerti, pubblicato ieri su corriere.it. Dopo la favola della Roma bella e perdente, oggi ci raccontano quella del Genoa che “gioca il miglior calcio collettivo“. L’elogio del calcio moderno, del movimento verticale a scapito di quello orizzontale, dello spettacolo ad ogni costo: quello fatto di 11 giocatori che attaccano e difendono, sicuramente bellissimo, magnifico, una delizia per il pallonaro poltronaro.
Sopperire ai limiti tecnici sfoggiando cuore e polmoni, è sempre stata la strategia delle piccole durante le prime giornate di campionato, con l’obiettivo, non sempre dichiarato, di mettere in cascina quanti più punti possibile, in attesa che le grandi comincino a carburare. Quanto può reggere una squadra che lotta come una provinciale? Quanto è destinata a durare? Il tempo di raggiungere la salvezza. O se tutto va magnificamente, il necessario per conquistare un dignitosissimo posto di centro classifica.
Pare che oggi non sia più così. Queste logiche fondamentali, applicate anche a squadre tecnicamente validissime (vedi centrocampo della Roma), vengono osannate, elogiate da giornalisti e tifosi. La grande bugia del calcio moderno è tutta quì, nella classifica di una Roma che l’anno scorso è stata Campione d’Italia per 40′, mentre quest’anno, a sette giornate dal game over, naviga in un rispettabilissimo 6° posto a – 24 dalla Capolista.
Adesso Miss Italia è il Genoa, vediamo quanto durerà, e soprattutto, cosa gli frutterà la sua bellezza.











Per la cronaca
27 aprile 2009 – GENOVA – Enrico Preziosi, il presidente del Genoa, analizza con lucidità il momento attuale della squadra, reduce da due sconfitte consecutive: “La luce si è spenta all’improvviso e i ragazzi sono i primi ad essere arrabbiati. La chiave di lettura è che ci siamo fatti prendere dai troppi complimenti e ora dobbiamo giocare al massimo queste cinque partite che rimangono da qui alla fine del campionato”. Intanto, domenica sera ci sarà il derby con la Sampdoria: “Noi scendiamo sempre in campo per vincere, ma se giochiamo come con il Bologna la Sampdoria farà di noi un sol boccone. Loro vogliono vincere per dare una soddisfazione ai loro tifosi, noi invece abbiamo un obiettivo più importante da raggiungere. Da questo punto di vista il match in se è più importante per la Samp”.
Prima quello di cartone, poi quello facile, dopo quello con gli aiutini, se vinceremo ancora sarà quello bruttino? Sai, sto cominciando a prenderci gusto. Chissà l’anno prossimo che diranno…
E’ cosi’, noi siamo i bruttini, quelli che “Ma l’Inter non ha gioco” ma francamente contro chi il gioco “ce l’ha” abbiamo vinto per 2-0.
La juve che cade a Genova dimostra che non vi è degna inseguitrice, se non fosse che ogni tanto ci fermiamo davanti allo specchio a guardare quanto siamo belli e forti, il campionato sarebbe già chiuso da un pezzo! ciao DNA
Sergio
C’èSolol’Inter!!!|ilBlog