+8?… +7?… dolci dilemmi

Che altro dire sul solito Ibra, un mostro di classe, tecnica e potenza che ha l’umiltà di correrre in difesa per dare una mano ai compagni. Che dire sul ritrovato Stankovic o sulle splendire gare di Santon: il “bambino” come lo chiama Mourinho, autore del magnifico assist che ha trovato la testa di Luis per il gol dello 0-2. Che altro aggiungere sulle parate di quel fenomeno di Julio Cesar, sulla potenza di Maicon, sulle giocate da fuoriclasse di Figo… certo che quando i ragazzi vogliono vincere, si capisce sin dal primo minuto. Che bello poi vedere Marco in campo. Matrix ha giocato molto bene, di questo passo e infortuni permettendo, tornerà ai livelli dello scudetto dei record.
Fonti certe mi hanno riferito che, durante la radiocronaca di RAI Stereo1, è stata giudicata assolutamente corretta la decisione di Tagliavento di ammonire Ibra per simulazione e quindi, di non concedere il rigore. Personalmente ho visto la partita in TV ed ho notato il tentativo dei cronisti di cercare in ogni maniera di giustificare la decisione dell’arbitro, salvo poi doversi arrendere all’evidenza. Cito questi episodi per confermare le parole di Mourinho pronunciate ieri sera e che ho pubblicato nel precedente post.
L’ammonizione di Ibra ci danneggia. Il giallo di Mario ancor di più visto che salterà il derby e arriva proprio in un momento in cui il ragazzo comincia a vedere la strada giusta da percorrere.
Con noi è così dice Josè. Sacrosanta verità, è sempre stato così. La storia si ripete. Cito le parole di un certo Mago che negli anni 60′ dichiarava: “Vinceremo tutto contro tutti” e quelle di Angelo Moratti, padre di Massimo: “Siamo stati grandi quando si vinceva, cerchiamo di essere grandi anche ora che abbiamo perduto. Forse siamo rimasti troppo tempo sulla cresta dell’onda. E tutti a spingere per buttarci giù. Ora saranno tutti soddisfatti”.
Guardate la prima ti Tuttosport e ditemi se questi non sono completamente scollegati dalla realtà. Non c’è traccia, inutile cercare. L’Inter ieri non ha vinto 3-0 a Lecce e non ha staccato di 8 lunghezze il Milan.

Che certi tifosi juventini abbiano le fette di salame sugli occhi è un dato certo, altrimenti non si spiegherebbe come un giornale del genere continui a vendere copie.
L’ultima mia considerazione è su Mourinho, che vince la gara a distanza con Beretta. Il tecnico del Lecce all’andata c’era rimasto male quando il portoghese aveva parlato di Lecce che si difende con tre portieri e otto difensori, ieri ha infatti schierato il tridente, avendo precedentemente affermato: “Non firmo per il pareggio”. Di fatto, con la sua scelta tecnica ci ha agevolato la partita, che l’Inter patisca le squadre che “non giocano” ormai è evidente. Spaventoso stratega mediatico? Ingenuità di Beretta? Caso? Non so. Fate voi.









