Inter: cento di queste “crisi”!

I ragazzi hanno vinto con carattere una partita grandiosa, giocando con l’uomo in meno e battendo il Catania, l’arbitro e i gufi con la compattezza che nasce dalla determinazione di chi lotta per la medesima causa. La prestazione del Massimino spazza via ogni dubbio. Tutte le ipotetiche crisi montate attorno all’Inter crollano come un castello di sabbia. L’eccellente inserimento del giovane Santon è la conferma che i problemi tra l’Inter e Balotelli sono da attribuire esclusivamente a quest’ultimo, o a chi per lui. Una delle immagini più belle di ieri sera è Sulley che lascia il campo baciando la maglia, mentre ho provato grande gioia per il gol di Stankovic, il suo inserimento per andare a colpire di testa è stato semplicemene… spaventoso.
Come fa notare Baresi, non sarebbe il caso di ricorre alla prova TV per assolvere Sulley Muntari? Mah… staremo a vedere. Non nascondo la preoccupazione per le tre giornata ad Adriano, la mia paura è che in questo lasso di tempo lontano dal campo, possa ricordarsi di certe abitudini tristemente note alla cronaca.
Ieri sera i bianconeri in 90′ hanno tirato in porta solo in occasione del calcio di rigore, chissà se adesso sentiremo parlare di Del Piero dipendenza…
Come fa notare Sconcerti, in una notte l’Inter ha vanificato le fatiche di Juventus e Milan, ripristinando la situazione di 7 giornate fa.
È certamente troppo presto per festeggiare ed adagiarsi sugli allori, ma è innegabile, oggi è stata davvero una gran bella giornata.
Vi saluto con questo simpaticissimo articolo che ho letto ieri sera su gazzetta.it:
No, io proprio con le chiome selvagge di Camoranesi, la fascia intorno ai capelli di Ronaldinho o i cambi di look di Ronaldo non c’entro proprio nulla. Io ai miei capelli in ordine ci tengo. Anche in campo. Anche se gioco sotto a un temporale. Anche se corro in mezzo alle raffiche di vento. Tutti, persino i compagni di squadra e addirittura mia moglie, mi chiedono come faccio a finire la partita sempre pettinato. La verità è che curo molto la testa. Ogni mese una spuntatina dal mio barbiere di fiducia, a Como. Ogni mattina una lisciatina davanti allo specchio ma, giuro, solo con l’acqua. Non uso né gel, né creme, perché non sopporto di mettere nulla. Io sono uno preciso, in tutto, forse troppo, come dice mia moglie Paula. Sentirmi la zazzera a posto mi dà sicurezza. È una questione di immagine ma anche di carattere. È sempre stato così, anche quando ero piccolo. Intendiamoci: facevo tutte le cose che deve fare un ragazzino di 14 o 15 anni, ma con la mia acconciatura in ordine. Se avessi un ciuffo fuori posto non mi sentirei bene. Sì, confesso, è una mania. Una cosa che non sopporto, per esempio, è che qualcuno mi passi le dita tra i capelli. Non può farlo nemmeno mia moglie. Una volta un gruppo di tifosi, per festeggiarmi, mi abbracciò un po’ troppo calorosamente. Un paio di loro mi misero le mani sulla testa. O meglio, ci provarono: io dribblai subito l’assalto. Tempo fa, per un servizio fotografico, lo stylist si inventò un nuovo Javier, tutto spettinato, pieno di gel sulla testa. Durante gli scatti ero in grande imbarazzo, quasi fossi stato nudo. Quando poi mi sono rivisto non mi sono riconosciuto: quello non ero io. I miei capelli sono parte integrante della mia identità. Se penso all’ipotesi di perderli… Incrocio le dita e mi auguro con tutto il cuore di no. Per fortuna, non ho calvi in famiglia, né mio padre né mio fratello. Così non credo che avrò mai bisogno di un trapianto (sarebbe una tragedia farmi mettere il bisturi del chirurgo addosso), ma neanche di tutti quei prodotti rinforzanti che si usano adesso. Se i compagni di squadra mi prendono in giro per la mia fissazione? Beh, negli spogliatoi non si risparmiano. Il più scatenato era Iván Zamorano, e pensare che è pure il padrino di battesimo di mia figlia. L’unico che mi capisce è Ricardo Quaresma, perché come me è sempre molto attento all’ordine dei suoi capelli. Mi sfottono, ma in 14 anni di Inter nessuno s’è inventato un soprannome per me. Solamente due persone al mondo hanno licenza di spettinarmi: mia figlia Sol, tre anni, e, quando sarà in grado di farlo, il mio piccolo Ignacio, cinque mesi. Posso fare uno strappo alla regola anche per i bambini della Fondazione Pupi, che io e mia moglie abbiamo fondato per assistere i bimbi poveri di Buenos Aires. Per il resto sono gentile ed educato, ma per favore non toccatemi i capelli.
Javier Zanetti
testo raccolto da Barbara Rossi
Grande Capitano. Solo una cosa… quella testina di Mario… pensaci tu.










