Quattro chiacchiere al DNA bar

Dopo le parole eccessive di Ibrahimovic nei confronti di Mourinho: “In soli due o tre mesi con lui, ho imparato molto, forse più di quanto io abbia fatto nei cinque anni precedenti a questo stesso livello. È sicuramente più completo tecnico che abbia mai avuto. Credo che possa aiutarmi molto a migliorare“.
Arrivano per fortuna quelle più pacate e corrette di Cambiasso: “Differenze non mi piace farne, Mourinho è un grande allenatore e lo sta dimostrando, ma la strada è ancora lunghissima“.
E di Cordoba: “Rispetto le opinioni di tutti, ma Zlatan deve essere consapevole di aver fatto gli anni con l’Inter che ha vinto, con un allenatore che l’ha sempre fatto giocare. Mourinho ci può far fare un salto di qualità grazie alla sua esperienza, però dobbiamo ringraziare anche Mancini con cui abbiamo vinto tanto. Ibra è stato un po’ ingeneroso? Penso di sì“.
Dopo le dichiarazioni del Cuchu, subito le prime polemiche. Dov’è il problema? Che ha detto Cambiasso di strano? Per non essere considerato “contro Mourinho”, ogni giocatore dovrebbe prodigarsi in ”sviolinate” alla Ibrahimovic?
Cosa scriveranno poi, adesso che ha parlato anche Caffè Colombia? Spogliatoio spaccato? Inter disunita? Mourinho divide?
Intanto José Mourinho al TG5: “Per il bene di tutti sarei anche disposto a tagliarmi lo stipendio (a proposito della situazione economica mondiale). Nel modo in cui si parla di me, mi si manca di rispetto. Ma mi devo adattare. Non cambierò, il calcio italiano non mi cambierà, la società italiana non mi cambierà. E l’ultima cosa che voglio fare io è cambiare qualcosa. Non voglio cambiare niente. Antipatico o simpatico per me non è importante. Il vincente dipende dal vostro punto di vista: non conosco ancora bene la vostra cultura. Per esempio in Inghilterra uno che ha vinto in un determinato momento una cosa importante, che è entrato nella storia, questo è un vincente per tutta la vita. Qui sembra che bisogna fare qualcosa di straordinario per meritare il rispetto. Chissà, forse c’è una competizione sulla luna che devo vincere per essere considerato in altro modo. Sono cattolico, ho un’educazione tradizionale, con convinzione e fede. Quello è stato un momento: Adriano stava tirando il rigore, e me ne sono ricordato. È qua con me, ho bisogno di un aiuto per il 2-0, per stare tranquillo (sul bacio al crocifisso durante Inter-Bologna)”.
Impossibile dargli torto, faccio notare come le citiche espresse finora verso Mourinho sono state rivolte esclusivamente all’uomo e non al tecnico. Viene attaccata la sua persona sul piano umano, e non il professionista che rappresenta. Si discute sempre di Mourinho senza parlar mai di questioni tecniche.
Oggi Crespo, che come da copione si prepara a lasciare l’Inter, rilascia queste dichiarazioni: “A me piace. È un bravissimo insegnante di calcio. Come è stato, per me, Marcelo Bielsa, c.t. dell’Argentina. Bielsa era meno showman di Mourinho, ma le caratteristiche erano simili: uomini di campo, che ti fanno provare e riprovare schemi e movimenti. Non è il mio tecnico ideale, però è bravo. Il mio tecnico ideale, lo sanno anche i muri, è Carlo Ancelotti. Con lui c’è un feeling che va oltre il campo. Mi piace come affronta le situazioni, come ti tratta dopo una vittoria o dopo una sconfitta, per lui sei sempre la stessa persona. Se ti stima, lo fa sia che tu vinca sia che tu perda. Per altri allenatori il risultato cambia la prospettiva, e questo non mi sta bene: non sto parlando di Mourinho. Ibra è un fenomeno, Adriano si sta rilanciando, Cruz c’è sempre nei momenti che contano e Balotelli è un giovane da seguire, ma io ho il diritto di cercare la mia parte di felicità. Qui o altrove. I gol li so ancora fare, ve lo garantisco”.
Sempre sul Milan aggiunge: “Il giovane che mi sta più impressionando è Pato. Ha 19 anni, gioca nel Milan, cioè in una grandissima squadra, ha pressioni enormi, ma riesce ugualmente a mettere in mostra le sue eccezionali qualità. Serve un po’ di tempo perché raggiunga il massimo, ma è sulla strada giusta. E poi con il mio maestro Ancelotti a guidarlo non avrà ostacoli“.
Lo vedremo vestire la maglia della Milano che retrocede?











Anch’io penso che siamo troppi, in questo Mourinho non è stato accontentato da Moratti. Contro la Roma sarà dura, loro piangono le assenze e gli squalificati e noi molto probabilmente ci presenteremo all’Olimpico con una formazione inedita. Non credo che i nostri problemi derivino da mosse tattiche inadeguate, penso che i ragazzi debbano ancora acquisire i nuovi concetti di gioco, non dimentichiamo che la nostra squadra spicca per forza muscolare, una dote per certi versi in antitesi con il gioco mobile e veloce ricercato da Mourinho.
Su un punto Mourinho (le cui mosse tattiche non mi convincono affatto) aveva ragione: bisognava sfoltire l’organico, piazzando altrove 3-4 elementi in soprannumero. Se Cruz e Dacourt non giocano a Roma, con 16 sparpagliati in giro per il mondo, che senso ha avuto tenerli?
Come no, quel silenzio stampa mi ha fatto divertire parecchio. Comunque non credo che Mourinho risenta di queste “pressioni”, sicuramente ha sottovlutato il ruolo dei media italiani (lo sottovaluterebbe chiunque) e comincia solo adesso a rendersi conto di come “gira” da noi. Vero che Ibra ha dimostrato, in più di una circostanza, di non avere peli sulla lingua, ma un po’ di riconoscenza nei confronti del Mancio avrebbe anche potuto dimostrarla.
esatto le televisioni private stanno parlando di spogliatoio inter spaccato!personalmente credo che le dichiarazioni di ibra non siano criticabili,se lui si trova meglio con il mou che con mancini che male c’è?ci lamentiamo che i giocatori non dicano mai la verità poi se uno è sincero ma dice cose che non ci piacciono lo critichiamo lo stesso,siamo un pò complicati noi tifosi.ibra aveva un rapporto stretto con mancini e la sua corsa verso di lui dopo il gol con il parma era una prova poi qualcosa si è rotto ma questo non gli ha impedito di far vincere all’inter e perciò anche a mancini lo scudo.non mi stupisco che un calciatore abbia delle preferenze,sono essere umani poi sono tutti professionisti che quando lavorano danno il 100%
sono contenta di avere giocatori non banali come ibra,cordoba o cambiasso,gente che non ha paura di parlare e chissene frega delle strumentalizzazioni dei pennivendoli,tanto se vogliono inventano polemiche pure sul silenzio,do you remember?
il mou ha straragione e vederlo con quella faccia rabbuiata mi ha preoccupata,questo non impiega più di un minuto ad andarsene se si rompe…spero senta l’affetto degli interisti più dell’invidia dei frustrati.
e che dire di crespo?pure lui sincero ma al milan non lo darei,ai milanisti non si presta niente,neanche il phon a galliani.