La vittoria della redenzione
Come l’Inter vinse, tra polemiche e veleni,
il 16° scudetto nell’anno del centenario.
OTTAVA PARTE

“Una squadra può mettere quante stelle vuole sulla sua maglia, non esiste un regolamento che definisce la questione e non è la Lega che impone o dispone sull’argomento. Diciamo che è una questione etica. Se la Juventus volesse mettere la terza stella nel momento in cui rivincesse un campionato sarebbe una sua scelta, non certo una violazione delle regole. L’unica cosa che va però ricordata è che per quanto riguarda l’albo d’oro ufficiale della Lega Calcio gli scudetti dei bianconeri sono 27 e non più 29”. (Vicesegretario della Lega Calcio Fabio Santoro).
Per i bianconeri non conta che un tribunale abbia punito il club con la serie B (salvandolo peraltro dalla C), non conta che gli siano stati ritirati due scudetti, non conta che a causa di Calciopoli l’immagine del calcio italiano sia compromessa per sempre, gli juventini continuano a contare 29 scudetti e a parlare di terza stella quando, con molta probabilità, non dovrebbero indossare neppure la seconda.
Il 22 marzo 2008 si gioca Inter-Juventus, gara valida per la 30a giornata del campionato di Serie A. La partita finisce 1-2. Cobolli Gigli al termine della gara è raggiante: “Per noi la vittoria con l’Inter è stata più di un risultato calcistico, per 12 milioni di juventini è stato il momento della redenzione”.
L’Inter si presenta a quell’appuntamento con 8 giocatori indisponibili (Dacourt, Figo, Cambiasso, Vieira, Cesar, Samuel e Cordoba infortunati, Pelè squalificato). Materazzi, che per rimpiazzare Samuel aveva anticipato il rientro dal lungo infortunio procuratosi con la Nazionale, è il fantasma di se stesso; Stankovic, per via della tallonite che lo “tortura”, gioca al 50% delle sue capacità; Ibrahimovic, a causa del ginocchio malconcio, corre con il freno a mano “tirato”; Zanetti, che non ha saltato una partita dall’inizio della stagione, non ne ha più; per finire Chivu (dopo l’Europeo verrà operato) e Maxwell, hanno problemi rispettivamente a spalla e caviglie. Come se non bastasse i ragazzi sono reduci dalla durissima trasferta di Genova, costata l’ennesimo dispendio energetico per aver giocato ancora una volta con l’uomo in meno.
Il gol dello 0-1 di Camoranesi, che condizionerà il resto della partita, è in clamoroso fuorigioco di tre metri. Al 20′ Chivu viene fermato per un inesistente offside. Qualcuno ha trovato il coraggio di dire che l’arbitro avrebbe dovuto concedere il rigore alla Juve per quella leggera spinta di Maicon su Del Piero, ci mancava solo…
Poco importa se a Torino i nerazzurri condussero la partita subendo il pareggio beffa a causa di un’autorete. Poco importa se in Coppa Italia, i bianconeri sono riusciti a segnare il primo gol giocando in 11 contro 9 a soli dieci minuti dal termine. Poco importa se quella partita l’Inter l’ha dominata giocando con l’uomo in meno per 81′ e portandosi addirittura sul punteggio di 2-0. Poco importa se i nerazzurri li hanno sbattuti fuori dalla Coppa grazie ai gol di un ragazzo della Primavera (Super Mario). La vittoria della redenzione bianconera, ottenuta ai danni di un’Inter decimata da infortuni e squalifiche, giunge grazie ad un gol in fuorigioco che spiana la strada all’1-2 finale. Redenti loro… contenti tutti.
Da quando la Juventus è stata retrocessa in serie B, o meglio, da quando all’Inter è stato assegnato d’ufficio lo scudetto 2004/2005, l’Italia pallonara è una polveriera. Non sono certo d’aiuto “esempi” di giornalismo come Tuttosport: il giorno della conquista del 16° titolo di Campione d’Italia da parte dell’Inter, il giornale torinese pubblica a nove colonne un’immagine con su scritto: “Sono 15”, con una X sullo scudetto contestato (2004/2005). Da quel giorno il quotidiano di Torino si prodigherà nell’ennesima campagna mediatica anti Inter nel vano, patetico tentativo di convincere i nerazzurri a “mollare” lo scudetto 2004/2005. Moratti risponde a tutto tono a quelle provocazioni affermando: “Mai, non ho mai preso in considerazione questa ipotesi, anzi considero quello scudetto uno dei più grandi orgogli dell’Inter“.
Perché i nerazzurri dovrebbero rinunciare a quel tricolore? Da sempre, qualsiasi disciplina sportiva si pratichi, se colui che vince ha utilizzato dei mezzi antisportivi per raggiungere il suo scopo, viene redarguito, e al suo posto viene premiato il primo in classifica che ha tenuto un comportamento corretto. Perché nel calcio questa regola non dovrebbe valere? I più ironici hanno etichettato quel titolo: “Lo scudetto degli onesti”; “Lo scudetto di cartone”: è invece l’appellativo di quelli che si sono sentiti a loro volta derubati; gli interisti amano invece chiamarlo: “Lo scudetto dell’onore”, perchè consacra l’Inter come l’unico grande club italiano mai coinvolto in questioni d’illecito sportivo e sbatte in faccia al mondo il DNA di un club che non conosce la serie B. Pur essendo solo un piccolo risarcimento per i torti subiti, fornisce le ragioni per cui abbiano vissuto lunghi anni bui senza mai vincere e ci ha permesso di cantare, nella stagione dei record 2006/2007: “Vinciamo senza rubare”.
Se l’Italia del calcio è avvelenata la colpa non è certo di Moratti, ma di tutti quei giornalisti che invece di riportare la verità, cavalcano gli umori della folla fomentandone l’odio. Ad avvelenare il calcio italiano, oltre a certi giornali, contribuiscono tutte quelle trasmissioni televisive e radiofoniche che permettono ancora a gente come Luciano Moggi di spargere fango e odio nel mondo nel pallone. Un esempio del malessere cittadino è riscontrabile in associazioni tipo: L’Ego di Napoli o Giù le mani dalla Juve (bocciate inesorabilmente dal Tar del Lazio). Ebbene si, c’è ancora chi è convinto che i veri ladri siano i nerazzurri e che lo scudetto 2004/2005, l’Inter debba renderlo. Il mondo alla rovescia…
Estratto della sentenza del 14 luglio 2006:
”La Juventus ha tenuto un comportamento processuale apprezzabile perché improntato a lealtà e correttezza; ha dimostrato inoltre, con l’opera di rinnovamento societario già attuata, di riconoscere gli errori commessi nel passato per il tramite dei suoi dirigenti e di avere iniziato un processo di rigenerazione; di conseguenza la sanzione richiesta dalla procura federale deve essere notevolmente attenuata”.
Significa che la Juventus non è stata retrocessa in C (era quanto chiedeva la procura federale), semplicemente perché ha collaborato, perché ha ammesso la propria colpevolezza.
E mentre noi siamo ancora qui, a difendere una piccola parte di quello che indebitamente ci è stato sottratto, loro escono alla grande dal secondo filone d’indagini. La Juve esce da Calcipoli 2 con una multarella all’italiana. Leggete cosa dice il 25 giugno 2008 Zdenek Zeman, l’allenatore che per primo parlò di Calciopoli: “Ci sono sottoprocessi con accuse anche abbastanza gravi, ma alcuni continuano ancora a lavorare e questo non è positivo per l’immagine del calcio. Dopo Calciopoli è cambiato ben poco e per il futuro sono pessimista, finora i processi al calcio non hanno portato a nulla”. Ecco cosa diceva un comunicato ANSA del 23 aprile 2008, un mese prima: “Responsabilità diretta e non oggettiva. La Juve è ancora coinvolta nei nuovi deferimenti scattati per il comportamento di Luciano Moggi. La responsabilità diretta (la stessa che nel 2006 causò la retrocessione del club in serie B) di un club è considerata più grave della responsabilità oggettiva perché, secondo la giustizia sportiva, prevede la consapevolezza e la partecipazione a quanto viene contestato ai dirigenti deferiti. A Moggi viene attribuita la responsabilità di aver allestito un sistema di comunicazioni riservate con tesserati dell’AIA“.
E come esce la Juventus da Calciopoli 2? Patteggiando.
gazzetta.it: “Torino, 18 giugno 2008: la Juventus ha patteggiato una pena pecuniaria, uscendo così da Calciopoli 2, il secondo filone dello scandalo che due estati fa ha travolto il mondo del pallone legato alle schede telefoniche svizzere trovate dopo la prima sentenza. Verserà nelle casse del settore giovanile e scolastico della FIGC 300 mila euro, suddivisi in tre rate annuali da 100 mila euro l’una“. Il legale del club bianconero, Franzo Grande Stevens: “Non si tratta di un’ammissione di colpa ma di un atto di generosità“.
Per fare beneficenza occorre patteggiare una pena? La Juventus si tira dunque fuori dai guai facendosi beffe dell’Italia intera, la barzelletta della beneficenza è davvero un’offesa all’intelligenza della gente. Il problema è che molti ci credono. O magari ci vogliono credere… “L’indifferenza è comoda, l’ipocrisia peste”, canta Piero Pelù…
Il Patteggiamento:
“L’imputato e il pubblico ministero possono chiedere al giudice l’applicazione, nella specie e nella misura indicata, di una sanzione sostitutiva o di una pena pecuniaria, diminuita fino a un terzo, ovvero di una pena detentiva quando questa, tenuto conto delle circostanze e diminuita fino a un terzo, non supera cinque anni soli o congiunti a pena pecuniaria. 1-bis. Sono esclusi dall’applicazione del comma 1 i procedimenti per i delitti di cui all’articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, nonché quelli contro coloro che siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali e per tendenza, o recidivi” (e la Juventus non sarebbe recidiva? Non avrebbero neanche potuto chiederlo il patteggiamento, altro che beneficenza…) “ai sensi dell’articolo 99, quarto comma, del codice penale, qualora la pena superi due anni soli o congiunti a pena pecuniaria”.
(Art.444 c.p.p. commi 1° e 1-bis – Applicazione della pena su richiesta) -wikipedia.it-
Patteggia chi ha una colpa, semplicemente perché patteggiare significa scendere a compromessi e il compromesso non lo accetti se sei pulito.
“Te la do io la beneficenza!”… direbbe Grillo.
Chissà se alla Juventus queste vicende le ritengono “In linea con il nuovo codice etico”, quel “nuovo” Stile Juve tanto millantato da dirigenti, tifosi e giornalisti al libro paga. Sentire Jean Claude Blanc e Giovanni Cobolli Gigli recitare in coro: “Gli scudetti della Juventus sono 29 e presto arriverà la terza stella”, oppure, leggere la campagna promossa da Tuttosport affermare: “Mettere il simbolo dei 30 scudetti è una decisione che dipende solo dalla Juve: nessuna regola di Lega o Figc lo vieta”, è già più che sufficiente per farsi un’idea di come, in casa Juve, arroganza e assenza di sportività continuino a farla da padrone.











Lavati la bocca prima di parlare di Facchetti.
Non ci sentiamo onesti, lo siamo. Non lo diciamo noi, ma i tribunali. Mai stati in B.
L’Inter ha sempre pagato i suoi errori. La Juve l’ha sempre scampata. Qualunque altro club sarebbe stato radiato dall’albo, voi ve la siete cavata con un annetto di B. Vai a vedere quante società hanno dovuto ricominciare da zero per colpe molto più blande delle vostre.
Si vede che le prime vittorie dell’era moratti vi hanno dato al cervello,nnostante mezzo mondo vi ha ccusato di passaporti,patenti,plusvalenze,doping (vedi herrera,georgathos),telefonate ai designatori incriminati da parte del BUONANIMA,ecc…ecc…ecc…avete il barbaro coraggio di sentirvi onesti? E dei patteggiamenti di oriali? Come vedete tutti quanti siamo abbastanza informati delle vostre MARACHELLE,solo che la vostra persona x bene ha il timone lui,e dirige a parer proprio,vedi guido rossi.
Troppi interessi economici e intrecci politici che prima o poi riaffioreranno più forti che mai. Si è persa un’occasione d’oro per far pulizia fino in fondo, forse semplicemente perchè non si è voluto…
Lo scudetto dell’onore? Ma no, è stato assegnato a tavolino da Guido Rossi…. Era quello del 2005-2006, l’altro (quello del 2004-2005) è rimasto VACANTE. Qual’è il problema? La Juventus vuole mettersi la terza stella? E chi se ne frega? Quella società doveva essere RADIATA per il comportamento dei suoi dirigenti, invece è ANCORA VIVA e VEGETA. Il mondo (del calcio) va SEMPRE alla rovescia, e tuttosport è UNO SCANDALO. La juventus (tutto in minuscolo) era ed è la squadra dei LADRI. Non è cambiato NULLA. La vittoria della “redenzione” con un gol in NETTO FUORIGIOCO? Affermazione RIDICOLA. Come sono RIDICOLI gli juventini.