Le avvisaglie
Come l’Inter vinse, tra polemiche e veleni,
il 16° scudetto nell’anno del centenario.
SECONDA PARTE

Prendiamo in esame la tanto discussa Napoli-Juventus del 27 ottobre 2007 (gli errori commessi durante l’incontro costano all’arbitro Bergonzi un mese di sospensione). La partita finisce 3-1 tra mille polemiche: “quando succedono queste cose è uno scandalo“, si lamenta Trezeguet; “scandaloso“, gli fanno eco Legrottaglie e Palladino.
Al termine della gara la dirigenza bianconera intima ai giocatori di non parlare, mentre il presidente juventino ai microfoni di SKY si esprime così: “non ho bisogno di rivederli (i rigori), la situazione è talmente palese che si vedeva anche sugli spalti. Pure i tifosi napoletani dicevano che i rigori non c’erano. Sono due rigori inesistenti, è una cosa inaccettabile“.
Alla domanda del giornalista: “insomma, l’operazione simpatia non paga…”, Cobolli Gigli esplode: “lasciamo perdere il termine simpatia, noi vogliamo essere giudicati per quello che facciamo sul campo e per fatti oggettivi. Siamo andati in serie B, siamo tornati in serie A, dobbiamo conquistarci i galloni per starci in A, ma non possiamo essere trattati in questa maniera. È un’ingiustizia. Bisogna sperare che nel Palazzo ci siano occhi che vedono, che il Palazzo guardi, giudichi e prenda provvedimenti, perché gli arbitri dirigano la Juve con più tranquillità. Abbiamo avuto 5 (3 dei quali corretti) rigori contro, a Cagliari ricordo che il terzo non è stato dato solo perché un assistente ha segnalato all’arbitro che non c’era (non c’era e infatti non è stato dato). Non è una questione di cattiveria, credo che gli arbitri prendono le decisioni senza oggettività, sbagliano. Oggi l’arbitro ha sbagliato due volte, è un fatto grave. Non pensiamo di essere perseguitati o volutamente svantaggiati, pensiamo solo che due errori cosi non devono essere fatti, tanto il primo quanto il secondo“.
Andiamo adesso ad analizzare i fantomatici 5 rigori definiti inaccettabili da Cobolli. Eccetto i due penalty “regalati” al Napoli, che effettivamente non c’erano, le presunte ingiustizie lamentate dal presidente bianconero riguardano episodi perfettamente regolari: come abbiamo visto nel precedente post, i due rigori fischiati in favore del Cagliari c’erano tutti, l’arbitro diresse benissimo quella gara, tanto che il titolo della moviola della Gazzetta fu: ”Due rigori e un dietrofront: Tagliavento esce da big!”. Ma il n°1 della Juve “ribalta” gli episodi di quella partita, (vinta grazie ad una rete di Chiellini non proprio regolare, vedi post precedente ), in modo da poterli usare per rivendicare inesistenti torti subiti.
Sono passati sette turni dalla partita contro il Cagliari e non si può più parlare di sfogo “a caldo” avvenuto dopo la gara, sembra piuttosto un’operazione disturbante e ben studiata nei confronti della classe arbitrale, l’effetto sperato potrebbe essere un po’ quello dell’alunno che in classe crea sempre problemi e gli insegnanti evitano di riprenderlo se non quando davvero non possono più farne a meno. Perfettamente in linea con il nuovo codice etico bianconero.
A proposito di Fiorentina-Juventus (1 dei 5 rigori contestati riguarda quella gara), non solo il calcio dal dischetto era corretto, ma ai viola ne mancherebbero altri due, infine, il gol che regalò il pareggio ai torinesi era irregolare, perché viziato dal fuorigioco di Trezeguet. La Fiorentina uscì quindi da quel match notevolmente danneggiata. La sera dopo la partita, nel corso di una trasmissione televisiva, Collina “tirò quasi le orecchie” ai fiorentini, “rei” a parer suo di non aver mosso proteste nei confronti dell’arbitro in occasione del gol irregolare. Le parole del designatore fecero infuriare a tal punto Prandelli da spingerlo a disertare una riunione indetta da lì a poco tra l’AIA e gli allenatori. Tuttavia, anche in questa circostanza Cobolli ”ribalta” gli avvenimenti indirizzando le lamentele in proprio favore.
Ciò che sorprende ancora di più comunque sono i toni usati dal presidente juventino, parole come:”bisogna sperare che nel Palazzo ci siano occhi che vedono, che il Palazzo guardi, giudichi e prenda provvedimenti”, sono quantomeno fuori luogo e fanno storcere non poco il naso se a pronunciarle è proprio chi, del Palazzo, aveva fatto uno degli strumenti di conquista del Campionato.
Che sia chiaro, la nuova dirigenza non ha colpe in proposito, Calciopoli dovrebbe ormai essere un capitolo chiuso e a quelle vicende, penso che gli attuali dirigenti bianconeri siano davvero estranei. Ritengo tuttavia che abbiano il dovere morale di dimostrare che la nuova Juve intenda cambiare, voltare pagina con serietà e umiltà, ma ahimè, quest’ultima dote sembra essere sconosciuta al codice genetico bianconero.
È appena la nona giornata, sono reduci da un anno disputato nel campionato cadetto per motivi che ormai tutti conosciamo bene e già alzano la voce pronunciando frasi che effettivamente potrebbero risparmiarsi/ci. Non appartengo a quelli del coro: “la Juve ha già pagato”, con un annetto di B non si cancellano colpe lunghe più di dieci anni (dieci solo per citare le malefatte dell’era moggiana, non approfondisco oltre l’argomento perché esulerebbe dallo scopo di questo post).
A volte pare proprio che al club torinese (la politica e l’economia contano eccome) sia permesso dire di tutto. Se a lamentarsi con toni del genere fosse stato un interista? Quale sarebbe stato l’atteggiamento dei media? Nei futuri post avrò modo di trattare più a fondo l’argomento. Le dichiarazioni di C&G passano invece totalmente in sordina, i giornalisti non alimentano scandali, non montano casi, non vanno nel Palazzo dell’AIA a stuzzicare Collina chiedendogli: “sentito che ha detto Cobolli?”.
Polemiche mai sopite trovano dunque nuovo vigore in un terreno reso fertile anche dalle forti lamentele del popolo bianconero, che già imperversano ferocemente dalla seconda giornata di campionato. Dopo un anno di B ritenuto ingiusto dalla maggioranza dei tifosi bianconeri questo veloce e prematuro ritorno in A viene vissuto molto negativamente, i toni sono quelli di chi grida “vendetta”, e quotidiani come Tuttosport sono bravi a cavalcare gli umori della folla per il proprio tornaconto. Gente incarognita e risentita nei confronti di chi (con tutto il diritto) cantava: “vinciamo senza rubare”, non aspetta altro che un’occasione per sferrare l’attacco.
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Il Corriere dello Sport, che da sempre “spinge” platealmente la squadra della capitale ci marcia su alla grande;
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MEDIASET (non penserete davvero che le TV di Berlusconi godano nel veder trionfare l’Inter ai danni di un Milan sempre più dismesso?);
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mamma RAI: vedi Corriere dello Sport;
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SKY, Gazzetta dello Sport, varie emittenti radiofoniche e televisive locali sono terrorizzate dalla perdita d’interesse e d’ascolto che deriverebbe da un altro anno calcistico dominato in solitudine dall’Inter. Come affermò l’anno scorso Italo Cucci su RAI 2: quest’Inter che vince e polverizza gli avversari entro Natale è un po’ una noia, sarebbe più bello un campionato con tutte le grandi ai nastri di partenza e senza penalizzazioni.
Del resto, l’annata migliore di sempre non può certo concludersi con la fuga in solitaria dell’Inter…
Tutto è quindi pronto per esplodere e arriva Inter-Parma.










