Eravamo pronti, molto motivati e carichi. Ma ci è capitato spesso di farci sorprendere all’inizio ed è successo anche oggi. Quando prendi gol da una squadra come la Juventus diventa difficile, se non impossibile, recuperare. Così la partita di oggi si è svolta come quella dell’andata. - Luigi De Canio, 30.4.2006
Due anni fa. Inseguimento al vertice tra Juventus e Milan. È lotta scudetto tra i rossoneri, che inseguono a sole tre lunghezze, e una Juventus affaticata che viene da cinque pareggi consecutivi e perde costantemente terreno. Serve assolutamente tornare al successo. E arriva, provvidenziale, la sfida col Siena alla 36.ma giornata. I toscani, che con la Reggina (che incontrerà gli juventini all’ultima giornata di quello stesso campionato…) e il Messina sono “chiacchierati” per la loro “vicinanza” all’universo moggiano, mostrano alcune caratteristiche che a un osservatore mediamente attento saltano subito all’occhio. Schierano, tra gli altri, quei Molinaro e Legrottaglie che oggi difendono la porta di Buffon; la giovane promessa Matteo Paro (che è in comproprietà tra Juventus e l’altra “società amica”… il Genoa del “chiacchierato” Preziosi); hanno un allenatore in quota GEA, Luigi De Canio, che oggi lavora per Giraudo e Briatore al Queens Park Rangers in Inghilterra. Chiaro no? La Juventus ha bisogno di tornare a vincere: 3 punti sono oro colato per una squadra affaticata che sente sul collo il fiato di un Milan che appare in crescendo nel finale di torneo. E a Siena dopo il fischio iniziale dell’arbitro Tombolini, i gobbi si portano in vantaggio di 3 goal in appena 8 minuti: Vieira al 3′, Trezeguet al 5′, Mutu all’8′. Questa è una piccola lezione di storia per chi ha la memoria corta o fa paragoni in malafede.
Oggi. Il Siena che verrà a Milano domenica è legato a un’altra proprietà. È già salvo ma, caricato a molla sui giornali da quelle “vedove” che due anni fa fingevano di non vedere come andavano le cose nel nostro Paese, minaccia a mezzo stampa di “rovinare la festa all’Inter”, di “vendere cara la pelle”, di “andare a Milano per vincere”, di “fare un favore alla Roma” e via discorrendo. Persino i tifosi, stando all’informazione tendenziosa che vige in Italia, protestano per i biglietti. È già salvo eppure sembra agguerrito (o lo hanno reso agguerrito) come se dovesse giocarsi lo scudetto o vendicare chissà quale torto. Quel Siena che il 30 aprile 2006 ospitò la Juventus doveva invece ancora salvarsi. Ma ubi maior minor cessat. Ubriacarono la moglie lasciando la botte piena. I toscani persero infatti con la Juventus in una partita durata 8 minuti ma… si salvarono aritmeticamente perché, contemporaneamente in Calabria, nel “derby GEA” tra una Reggina già salva a punti 41 e il Messina dei Franza e di Fabiani… i calabresi si imporranno con lo stesso risultato di 3-0 inchiodando i siciliani a quota 31 a due giornate dal termine. Siena salvo a 37, Juventus a un passo dal titolo, Reggina salva, il Messina si salverà poco dopo. E vissero tutti felici e contenti. Ma solo per qualche giorno. Aprile stava per finire e maggio sarebbe cominciato nel segno delle intercettazioni telefoniche disposte dalle procure…









